Produzione fucili da caccia gossa basculanti, fucili da caccia a canna rigata, fucili express, carabine basculanti, kipplauf e fucili basculanti
Produzione fucili da caccia made in Italy
ITALIANO | ENGLISH
HOME PAGE
Produzione fucili da caccia basculanti a canna rigata
AZIENDA
Fucili da caccia basculanti a canna rigata
PRODUZIONE DI FUCILI BASCULANTI
Produzione fucili da caccia basculanti a canna rigata
PRODUZIONE MECCANICA DI PRECISIONE
Produzione fucili da caccia basculanti a canna rigata
MKT E COMUNICAZIONE
Produzione fucili da caccia basculanti a canna rigata
DOVE SIAMO
Produzione fucili da caccia basculanti a canna rigata
CONTATTI
 
Produzione fucili basculanti
Produzione fucili basculanti
VI-MA produce da più di vent’anni fucila da caccia grossa, basculanti e fucili a canna rigata.
 
Lavorazioni meccaniche di precisione
Lavorazioni meccaniche di precisione
Produzioni meccaniche conto terzi: frese tradizionali ed a controllo numerico, torni, particolari per settore automotive ed armiero.
 
 
PRODUZIONE MECCANICA DI PRECISIONE E LAVORAZIONI CONTO TERZI
 

Il buongiorno si vede dal mattino. Infatti, entrando, si vedono un banco di misura tridimensionale e alcuni micrometri sistemati stabilmente sul loro supporto. Girando lo sguardo, si possono vedere un altro misuratore centesimale elettronico, un proiettore di profili, micrometri un po' ovunque.
Tutti montati correttamente sul loro supporto, per non alterare la misura con il calore della mano che li impugna. II proprietario mostra con orgoglio una tracciatrice, che gli consente tolleranze di cinque micron sui prototipi che realizza. Qui confrontarsi con il centesimo di millimetro é cosa abituale, quotidiana. E soprattutto reale, non solo affermata. Va da sé che un'azienda di questo tipo, che costruiva e ancora produce calibri e particolari meccanici di precisione, quando ha deciso di costruire anche un fucile ha affrontato il problema "da meccanico fine". Progetto preciso, disegni quotati dappertutto, indicazione teorica dei materiali più adatti per ogni singolo componente e solo in seguito ricerca di quei materiali sul mercato. Se non si trova il profilo desiderato, fa lo stesso.
II materiale non si cambia, occorrerà solo rimuoverne di più da una sezione maggiore di quella minima indispensabile. Niente scorciatoie. Nemmeno per la lavorazione.

Batteria   Bascula
     
Particolare della batteria   Particolare della bascula

II monoblocco, ad esempio, non parte da un particolare fucinato, squadrato alla fresatrice per avere una presa solida per le lavorazioni future. Qui parte da un particolare rettificato di precisione alla rettifica tangenziale. Costa, ma consente una lavorazione precisa e costante, sempre ripetibile. Non a caso i blocchetti di chiusura sono intercambiabili sulle canne e queste ultime sono intercambiabili sulle bascule. Senza bisogno di ricorrere all'armaiolo. Si può fare da sé, con garanzia del risultato.
Per motivi di costo, la canna é inserita in un monoblocco. In questo modo si possono fare tutte le lavorazioni di canna e monoblocco separatamente.

Ora l'unione delle due parti avviene per saldatura. Tuttavia in un prossimo futuro le canne non saranno più saldate, ma avvitate. La canna sarà quindi applicata come nelle armi sistema Mauser, con un ulteriore incremento della già buona precisione di assemblaggio.

Monoblocco   Armamento del sistema
     
Monoblocco   Armamento del sistema

Come tutti i kipplauf moderni, anche questo presenta l'armamento del sistema di sparo ottenuto con una slitta posta sul codolo della bascula. Ma non è il "solito'' tipo di armamento, perché c’è una novità importante. La soluzione usata, nota in meccanica, è un glifo ossia un manovellismo del primo genere. La novità é che il settore circolare del glifo raggiunge la posizione estrema quando si trova al punto morto superiore.
Questo significa che un urto, invece di far partire il colpo, scarica il sistema. Significa anche che non ci sono pulsantini di sblocco dell'armamento: per disarmare é sufficiente portare indietro il cursore. La sicurezza dell'arma é intrinseca ed é ottenuta nel modo più semplice possibile - quindi nel più affidabile - sfruttando le caratteristiche, tralasciate da altri, della soluzione scelta.

C’è, naturalmente, un prezzo da pagare: la costruzione deve essere molto precisa. Questo per alcuni é un problema. La ViMa, che lavora con precisione, lo ha trasformato in un'opportunità.
L'ingranaggio di azionamento del glifo è a modulo. II prototipo è stato realizzato alla dentatrice. Ora è realizzato per elettroerosione a filo (un sistema che può garantire tolleranze nell'ordine del centesimo di millimetro) sia per il settore circolare che per la cremagliera. Quindi il tutto scorre con assoluta dolcezza a garanzia del fatto che si scaricherà indefettibilmente e senza intoppi in caso di urto.

La chiusura adottata, in linea con l'idea di lavorazione precisa di macchina, è il sistema Jäger, un brevetto del 1915, poi adottato da altri Jäger. I militari cercavano la ripetizione del colpo, di lì a poco sarebbe apparsa la pistola mitragliatrice. II funzionamento semiautomatico era già acquisito, almeno per le pistole. II blocchetto Jäger é fissato con una spina passante che ne costituisce il perno di rotazione e che non é smontabile a mano. Quest'ultima soluzione richiederebbe delle tolleranze maggiori di quelle stabilite da questo progetto. Anche la spina passante costa, perché se le tolleranze sono strette il punto di perno del blocchetto deve essere realizzato con precisione assoluta. La chiusura funziona in modo semplicissimo: il blocchetto agisce come una saracinesca che chiude la culatta ancorandosi ad un prolungamento della canna e ad un tenone inferiore. L'altra chiusura, quella che serve a bloccare il basculaggio, é particolare.
Non è una Kersten in senso stretto e non é una Greener, nel senso che non agisce su prolungamenti della culatta o della bindella. Si potrebbe definirla come una triplice Purdev del primo tipo, raddoppiata sui due lati del vivo di cu latta del monoblocco. Lavora su entrambi, con due piani inclinati che consentono anche il recupero di eventuali giochi. E' una precisione meccanica apprezzabilissima, lodevole, piacevole a vedersi e francamente esagerata, in quanto il fucile chiude sulla saracinesca del sistema Jäger.

Blocchetto di chiusura   Blocchetto Jager
     
Blocchetto di chiusura   Blocchetto Jager

Smontando la canna, inserendovi una cartuccia e alloggiando in sede la saracinesca, se qualcuno volesse colpire il percussore l'arma sparerebbe in assoluta sicurezza. In queste circostanze, il fatto che la bascula sia in lega leggera non è – come qualcuno potrebbe pensare – un difetto. Tutt'altro: l'uso della lega leggera limita il peso da portarsi nello zaino.

Chi ha davvero provato a cacciare in montagna in condizioni avverse conosce l'importanza dei pesi ridotti. La bascula non contribuisce al sistema di chiusura, potrebbe essere tranquillamente in plastica senza che ciò generi inconvenienti. Per via della concezione ingegneristica del sistema, l'arma é tutta registrabile, con viti temprate.

Anche questo è qualcosa in più, perché le tolleranze adottate sono tali da garantire una lunghissima vita di questo fucile. Ma se qualcuno vuole divertirsi, c'è spazio. Tanto finirà per tornare nuovamente alle regolazioni iniziali di fabbrica. Che sono buone, tanto che gli accorgimenti adottati fanno sì che la rosata resti strettissima anche a canna calda. Lo smaltimento del calore avviene con efficacia e le tolleranze adottate sono davvero quelle corrette.

Gli scatti sono privi di stecher, che non serve perché la regolazione può essere effettuata con sicurezza fino a una resistenza del grilletto davvero lieve. Uno scatto tarato sui 200 grammi, è pulito e preciso, assolutamente prevedibile. Questo naturalmente non è stato ottenuto per caso. Intanto i piani sono rettificati. Bene, nel senso che sono rettificati "en plein air", senza sottosquadri. II progetto ha tenuto ben conto di questo importante dettaglio. Senza sottosquadri o recessi difficili da raggiungere, le tracce della rettifica possono essere disposte longitudinalmente. Trattengono l'olio e non danno accenni di grattamento. Soprattutto, i piani sono sempre esattamente combacianti e toccano su tutta la superficie di contatto. Lo scatto, quindi, è costante e non darà luogo a variazioni nel tempo. Questo avviene perché i due componenti, per la finitura, sono montati sul foro e solo successivamente sono rettificati.

Attacco dell'astina   Tenone posteriore
     
Attacco dell'astina   Tenone posteriore

Chi si è occupato di meccanica fine sa che non è possibile realizzare un foro perfettamente diritto. Quindi, se i componenti non fossero riferiti sul foro il contatto tra i piani sarebbe nettamente peggiore. La soluzione adottata è lenta, perché non si può preparare un plateau di componenti da rettíficare insieme. Vanno lavorati ad uno ad uno. Quindi è una soluzione costosa. Ma è la migliore, soprattutto se unita, come in questo caso, ai materiali corretti ed a un trattamento termico altrettanto corretto.
Anche l'unione della croce all'astina è stata trattata da ingegnere meccanico. Non c'è una semplice vite a legno. E' vero che quella vite, con ogni probabilità, non dovrà mai essere smontata.
Ma è altrettanto vero che, se lo si facesse, potrebbe prendere gioco. Inoltre il legno è soggetto a movimenti. La soluzione adottata è stata quella di inserire a misura, nell'astina, un blocchetto di ottone forato e filettato, sul quale andrà ad avvitarsi una vite per metalli. La superficie di contatto tra metallo e legno è molte volte superiore e il sistema é indubbiamente longevo, suscettibile di ripetuti smontaggi senza inconvenienti. I ripetuti smontaggi verosimilmente non saranno mai effettuati, ma intanto la soluzione meccanicamente migliore c’è.

Articolo tratto da Armi Magazine (Anno X - Numero 3 - Marzo 2004)
Testo di Roberto Allara
Fotografie tratte da Armi e Tiro (Anno 2003 - Numero 10 - Ottobre)
S ervizio fotografico di Massimo Vallini
  © Copyright 2009 VI-MA snc di Vivenzi M. & C. | P.IVA 00697350981 | Privacy Policy | Mappa del sito
Designed by Dexanet